Ripristino degli ecosistemi marini: successi, costi e prospettive

Ripristino degli ecosistemi marini: successi, costi e prospettive

Gli ecosistemi marini sono gravemente minacciati, con il 66% delle aree costiere degradate. Uno studio recente pubblicato su Nature Communications , condotto da 24 biologi marini su 764 interventi di recupero, dimostra l’efficacia del ripristino degli habitat marini, con tassi di successo variabili: 74% per le paludi salmastre, 67-70% per barriere coralline e foreste animali, e 56% per le praterie di fanerogame come la Posidonia oceanica.

Gli ecosistemi come praterie di fanerogame, mangrovie e paludi salmastre offrono significativi benefici nel sequestro di carbonio, con favorevoli rapporti costi-benefici (0,05-1,7, fino a 4 per le barriere coralline), rendendoli ideali per progetti di crediti di carbonio.

Secondo lo studio, il ripristino attivo risulta più efficace ma più costoso del ripristino passivo, sebbene i benefici ecosistemici generati (pesca, turismo, protezione costiera, sequestro di carbonio) superino generalmente i costi di intervento. L’espansione di questi sforzi richiede strumenti politici, economici e tecnologici adeguati, con un crescente interesse del settore privato verso la “blue restoration“. Le Aree Marine Protette possono fungere da zone cuscinetto per gli interventi di ripristino attivo, amplificando i benefici ecologici e sociali.

Fonte: Focus Magazine